Chi sono?

Utente: ICQ
Nome: Crypto
Ragazzo catanese aspirante goth, ambiguo, complesso, dannato e tanatofilo, considerato dai professori "intelligente e molto più maturo per uno della sua età", incompreso da tutti gli altri esseri. Amante dell'informatica, dei PC e del sapere, vengo ridicolizzato per questo, per le mie passioni e per i miei desideri. La mia identità è stata plasmata da anni di continue umiliazioni, da rabbia repressa, da una misantropia senza limiti. Di indole critica e pessimista, leggo libri di ogni genere, ma quelli che sicuramente si sposano con il mio Io sono "1984" e "Hannibal Lecter - Le origini del male", il primo perché rappresenta un pò la mia condizione attuale (l'essere negato come persona, il non poter esprimersi...) e l'altro perché rappresenta la mia ambiguità. La stessa musica che ascolto si identifica come uno specchio che riflette la mia situazione, tragica e senza fine. Sono un ragazzo molto diverso dal "ragazzo-tipo", molto lontano da quelle che sono le esigenze di un adolescente normale. Molti sono stati i tentativi dei miei genitori a farmi cambiare, ma tutti sono stati e saranno vani: il cambiamento non è fatto per me... In una società governata dagli stereotipi e dal culto della bellezza, dove la gente che merita davvero di essere ricordata a vita per il loro talento viene abbandonata ad una miserabile fine, io faccio parte di quelli che, utopisticamente, cercano di dare valore ai veri valori. In parole povere, sono un ragazzo la cui vita non è mai cominciata, un'anima dannata vagante per terre selvagge ed ostili, una pecora in mezzo ad un branco di lupi...

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La mia musica

Evanescence, Linkin Park, Within Temptation, Depeche Mode, Talk Talk, Nightwish, Korn, Lacuna Coil, Sirenia, Avenged Sevenfold, Dark Sanctuary, Elend, Tristania, Dimmu Borgir, My Dying Bride, Paradise Lost, AC/DC, Opeth, Epica, Iron Maiden, Poisonblack, Slipknot, Mudvayne, Metallica, Ludwig van Beethoven, Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Richard Wagner

I miei film preferiti

"Hannnibal Lecter - Le origini del male" - Regia di Peter Webber (2007)

"Red Dragon" - Regia di Brett Ratner (2002)

"Il silenzio degli innocenti" - Regia di Jonathan Demme (1991)

"Hannibal" - Regia di Ridley Scott (2001)

"Arancia meccanica" - Regia di Stanley Kubrick (1971)

"Full Metal Jacket" - Regia di Stanley Kubrick (1987)

"La promessa dell'assassino" - Regia di David Cronenberg (2007)

"Saw - L'enigmista" - Regia di James Wan (2004)

"Saw II - La soluzione dell'enigma" - Regia di Darren Lynn Bousman (2005)

"Saw III - L'enigma senza fine" - Regia di Darren Lynn Bousman (2006)

"Saw IV" - Regia di Darren Lynn Bousman (anno 2007)

"Il Codice da Vinci" - Regia di Ron Howard (2006)

"V per Vendetta" - Regia di James McTeigue (2005)

"Il Corvo" - Regia di Alex Proyas (1994)

"Sweeney Todd - Il Diabolico barbiere di Fleet Street" - Regia di Tim Burton (2007)

"Nightmare before Christmas" - Regia di Tim Burton (1993)

"Edward mani di forbice" - Regia di Tim Burton (1990)

"La sposa cadavere" - Regia di Tim Burton e Mike Johnson (2005)

"Intervista col vampiro" - Regia di Neil Jordan (1994)

"Batman Begins" - Regia di Christopher Nolan (2005)

"Il Cavaliere Oscuro" - Regia di Christopher Nolan (2008)

"Dracula di Bram Stoker" - Francis Ford Coppola (1992)

"2001: Odissea nello spazio" - Stanley Kubrick (1968)

"Frankenstein di Mary Shelley" - Kenneth Branagh (1994)

"Il mistero di Sleepy Hollow" - Tim Burton (1999)

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Installazione di Linux

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Masterizzazre DVD senza PC

Microsoft Surface fatto in casa

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P2P in onda

Ripristinare XP da un crash

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"Il Codice da Vinci" - Dan Brown

"Angeli e demoni" - Dan Brown

"Crypto" - Dan Brown

"La verità del ghiaccio" - Dan Brown

"Saga di Harry Potter" - Johanne Kathleen Rowling

"Il Signore degli Anelli" - John Ronald Reuel Tolkien

"I figli di Hurìn" - John Ronald Reuel Tolkien

"Hannibal Lecter - Le origini del male" - Thomas Harris

"MacBeth" - William Shakespeare

"Re Lear" - William Shakespeare

"Contro Il Codice da Vinci" - José Antonio Ullate Fabo

"1984" - George Orwell

"Notte sull'acqua" - Ken Follett

"I pilastri della terra" - Ken Follett

"Robinson Crusoe" - Daniel Defoe

"Cuore" - Edmondo de Amicis

"I promessi sposi" - Alessandro Manzoni

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"Eldest" - Christopher Paolini

"I dolori del giovane Werther" - Johann Wolfgang Goethe

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La moda, lo sport, l'ignoranza, l'Xbox 360, Windows Vista, I libri di Federico Moccia, le ragazze che si comportano da oche, le zanzare e i moscerini, l'estate, il sole, la musica di oggi, viaggiare, il fato, i francesi, il fumo delle sigarette, chi si crede più bravo nel fare qualcosa solo perché ha preso spunto da altri, la mancanza di serietà, le ripetizioni nel trattare qualche argomento...

Ci sarebbero tante altre cose che non mi piacciono, ma non credo che questa vita terrena sia abbastanza lunga da permettermi di elencarle tutte...

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Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.

Blaise Pascal


Il primo sintomo della morte è la nascita.

Stanislaw Lec


L'interesse per la malattia e la morte è sempre e soltanto un'altra espressione dell'interesse per la vita.

Thomas Mann


La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.

Quinto Orazio Flacco


La morte è l'ultimo medico delle malattie.

Sofocle


E' triste pensarci, ma non vi è dubbio che il Genio dura più a lungo della Bellezza. Da ciò dipende il fatto che tutti noi facciamo tanti sforzi per super-educarci.

Oscar Wilde


I nostri tempi sono tristi e pieni di calamità, ma in fondo tutti i tempi sono essenzialmente gli stessi: finché c'è vita, c'è pericolo.

Ralph Waldo Emerson


Nel destino di ogni uomo può esserci una fine del mondo fatta solo per lui. Si chiama disperazione.

Victor Hugo


Una certa continuità nella disperazione può generare la gioia.

Albert Camus

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mercoledì, giugno 24, 2009

Uso di Network Monitor con Windows Server 2003

Prima di incominciare, elenco quelli che sono i punti principali da seguire prima di iniziare qualsiasi attività; dobbiamo, infatti:
  1. avere due computer connessi fisicamente in Rete;
  2. aver eseguito un’installazione di Microsoft Windows Server 2003 con le impostazioni predefinite su entrambi i computer. I computer dovrebbero essere chiamati Computer1 e Computer2;
  3. avere assegnato a Computer1 un indirizzo statico di 192.168.0.1/24;
  4. avere configurato Computer2 in modo da ottenere automaticamente un indirizzo;
  5. avere assegnato a Computer2 un indirizzo di configurazione alternativo a 192.168.0.2/24.
ANALISI DEL TRAFFICO
Per analizzare il traffico di rete, occorre utilizzare un analizzatore di protocolli come Network Monitor. È possibile installare Network Monitor utilizzando l’Aggiunta guidata componenti di Windows. Questa procedura guidata è disponibile tramite lo schermo di benvenuto in Microsoft Windows Server 2003 oppure tramite lo strumento Installazione applicazioni nel Pannello di controllo.

Una versione compatibile con Windows 2000 e Windows XP la si può trovare QUI.

Network Monitor è uno strumento di analisi del traffico basato su software che consente a un utente di eseguire le seguenti operazioni:
  • acquisire i frame direttamente dalla rete;
  • visualizzare e il filtrare i frame acquisiti, subito dopo l’acquisizione oppure in un momento successivo;
  • modificare i frame acquisiti e trasmetterli sulla rete (solo la versione completa);
  • acquisire i frame da un computer remoto (solo la versione completa).
Ad esempio, un amministratore di rete potrebbe utilizzare Network Monitor per diagnosticare i problemi relativi all’hardware ed al software quando il server non può comunicare con altri computer. I frame acquisiti da Network Monitor possono essere salvati su un file e riesaminati per un’analisi successiva. Gli sviluppatori di applicazioni di rete possono anche utilizzare Network Monitor per controllare ed eseguire il debug delle applicazioni di rete mentre vengono sviluppate. Per quanto riguarda Windows Server 2003, sono disponibili due versioni di Network Monitor: la versione di base fornita con Windows Server 2003 e la versione completa fornita con Microsoft Systems Management Server.

La tabella sottostante riassume le differenze fra le due versioni dello strumento Network Monitor.

FUNZIONE NETWORK MONITOR (VERSIONE BASE) NETWORK MONITOR (VERSIONE COMPLETA)
Acquisizione locale Solo verso e dal computer
che esegue Network Monitor
Tutte le periferiche sull'intero segmento di rete
Acquisizione remota Non disponibile
Individuazione degli utenti principali della lunghezza di banda della rete Non disponibile
Individuazione del protocollo che impiega la maggior parte della larghezza di banda Non disponibile
Individuazione delle periferiche router Non disponibile
Risoluzione di un nome di periferica
in un indirizzo MAC (Media Access
Control)
Non disponibile
Modifica e ritrasmissione del traffico di rete Non disponibile

Network Monitor è costituito da uno strumento di amministrazione denominato Network Monitor e da un agente denominato Driver di Network Monitor. Entrambi i componenti devono essere installati per consentire di acquisire, visualizzare ed analizzare i frame di rete.
Per installare Network Monitor, seguire la seguente procedura:
  1. aprire Installazione applicazioni nel Pannello di controllo;
  2. aprire Installazione applicazioni nel Pannello di controllo e fare clic su Installazione componenti di Windows per avviare l’Aggiunta guidata componenti di Windows;
  3. nella prima pagina di Aggiunta guidata componenti di Windows, selezionare Strumenti di gestione e controllo e quindi fare clic su Dettagli. (Non selezionare la casella di controllo Strumenti di gestione e controllo);
  4. nella finestra Strumenti di gestione e controllo, selezionare la casella di controllo Strumenti di Network Monitor e quindi fare clic su OK;
  5. in Aggiunta guidata componenti di Windows fare clic su Avanti. Se vengono richiesti file aggiuntivi, inserire il CD di Windows Server 2003 oppure digitare il percorso dei file in rete;
  6. al termine dell’installazione, fare clic su Fine.
Per installare, invece, i driver di Network Monitor seguiamo un'altra procedura:
  1. aprire Connessioni di rete;
  2. nella finestra Connessioni di rete, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla connessione
    di rete per cui si desidera installare e abilitare il Driver di Network Monitor e quindi fare clic su Proprietà;
  3. nella finestra di dialogo Proprietà connessione alla rete locale (LAN), fare clic su Installa;
  4. nella finestra di dialogo Selezione tipo di componente di rete, selezionare Protocollo
    e quindi fare clic su Aggiungi;
  5. nella finestra di dialogo Selezione protocollo di rete fare clic su Driver di Network Monitor, quindi scegliere OK;
  6. se vengono richiesti file aggiuntivi, inserire il CD di Windows Server 2003 oppure digitare il percorso dei file in rete.
FUNZIONAMENTO DI NETWORK MONITOR
Network Monitor tiene traccia del flusso di dati della rete, che è costituito da tutte le informazioni trasferite su una rete in un momento specifico. Prima della trasmissione, il software di rete divide le informazioni in segmenti più piccoli (frame), ognuno dei quali contiene:
  • l’indirizzo di origine del computer che ha inviato il messaggio;
  • l’indirizzo di destinazione del computer che ha ricevuto il frame;
  • le informazioni di intestazione di ogni protocollo utilizzato per inviare il frame;
  • i dati (o una parte di essi) che vengono inviati al computer di destinazione.
Con la versione Windows Server 2003 di Network Monitor è possibile copiare su un buffer i frame originati da o inviati al computer locale. Il processo tramite cui Network Monitor copia i frame viene detto acquisizione di dati. La quantità di informazioni che Network Monitor è in grado di acquisire è limitata solo dalla quantità di memoria disponibile sul sistema. Tuttavia, di solito è necessario acquisire solo un piccolo sottoinsieme dei frame trasferiti in rete. Per isolare un sottoinsieme di frame è possibile progettare un filtro di acquisizione, che funziona in modo analogo a una query di un database, per isolare le informazioni specificate. È possibile filtrare i frame in base agli indirizzi di origine e destinazione, i protocolli di livello di interfaccia di rete, i protocolli di livello Internet, i protocolli di livello di trasporto, le proprietà dei protocolli e l’offset del motivo.

Per quanto riguarda le funzioni offerte dal programma, vediamo di sintetizzarle in maniera abbastanza chiara:

RIQUADRO DESCRIZIONE
Diagramma Visualizza l’attività corrente come un insieme di grafici a barre che indicano le seguenti informazioni di stato:
  1. Percentuale di utilizzo della rete,
  2. Frame per secondo,
  3. Byte per secondo,
  4. Broadcast per secondo e Multicast per secondo durante il processo di acquisizione.
Statistiche sessione Visualizza un riepilogo delle conversazioni tra due host ed indica quale host avvia broadcast e multicast.
Statistiche stazione Visualizza un riepilogo del numero totale di frame iniziati da un host, del numero di frame e byte inviati e ricevuti e del numero di frame broadcast e multicast iniziati.
Statistiche totali Visualizza le statistiche per il traffico rilevato sull’intera rete, le statistiche per i frame acquisiti, le statistiche di utilizzo per secondo e le statistiche della scheda di rete.

ACQUISIZIONE DATI
Per iniziare ad acquisire i dati in Network Monitor, selezionare Avvia dal menu Acquisizione. In alternativa, per avviare un’acquisizione è anche possibile premere F10 o fare clic sul pulsante Avvia acquisizione sulla barra degli strumenti. Il pulsante Avvia acquisizione è indicato dal simbolo di riproduzione. Quando vengono acquisiti i pacchetti, i nuovi dati vengono registrati nei riquadri della finestra Acquisizione. Per interrompere l’acquisizione, selezionare Interrompi dal menu Acquisizione. In alternativa, per interrompere un’acquisizione è anche possibile premere F11 o fare clic sul pulsante Interrompi acquisizione nella barra degli strumenti. Per visualizzare un’acquisizione, selezionare Visualizza dati acquisiti dal menu Acquisizione. In alternativa, per visualizzare un’acquisizione è anche possibile premere F12 o fare clic sul pulsante Visualizza dati acquisiti nella barra degli strumenti. È anche possibile interrompere e visualizzare i dati in un unico passaggio. Per eseguire questa operazione, dal menu Acquisizione è possibile selezionare Interrompi e visualizza durante l’acquisizione dei dati. In alternativa, per interrompere l’acquisizione e visualizzare i risultati immediatamente, è anche possibile premere Maiusc+F11 o fare clic sul pulsante Termina e visualizza acquisizione nella barra degli strumenti. Il pulsante Termina e visualizza
acquisizione è indicato da una combinazione fra il simbolo di interruzione e il simbolo
con gli occhiali.

ANALISI DATI ACQUISITI
Quando si sceglie di visualizzare un’acquisizione, viene visualizzata la finestra di visualizzazione dei frame, che mostra il riquadro Riepilogo. Il riquadro Riepilogo visualizza tutti i frame acquisiti in sequenza. Facendo doppio clic su qualsiasi frame nel riquadro Riepilogo, è possibile passare dal riquadro Riepilogo originale alla visualizzazione a triplo riquadro, che include il riquadro Riepilogo, il riquadro dei dettagli ed il riquadro Esadecimale (esad.).

Vediamo di analizzare i tre riquadri.
Riquadro Riepilogo - Il riquadro Riepilogo elenca tutti i frame inclusi nell’attuale visualizzazione dei dati acquisiti. Quando un frame è evidenziato nel riquadro Riepilogo, Network Monitor visualizza il contenuto del frame nel riquadro dei dettagli e nel riquadro Esadecimale. È possibile ordinare (facendo clic col mouse), spostare e ridimensionare le seguenti nove colonne nel riquadro Riepilogo:
  1. Frame - I Tutti i frame acquisiti durante una sessione di acquisizione sono numerati in base all’ordine di acquisizione. Il numero dei frame, che inizia con 1, viene visualizzato in questa colonna. Tenere presente che i frame possono essere ricevuti in un ordine diverso da quello in cui sono inviati;
  2. Ora - Nella colonna viene visualizzata l’ora di acquisizione relativamente all’inizio del processo. La colonna può essere configurata in modo da visualizzare l’ora del giorno in cui il frame è stato acquisito o il tempo trascorso dall’acquisizione del frame precedente;
  3. Indirizzi MAC origine - Nella colonna viene visualizzato l’indirizzo hardware del computer che ha inviato il frame o il router che l’ha inoltrato;
  4. Indirizzi MAC destinazione - Nella colonna viene visualizzato l’indirizzo hardware del computer di destinazione;
  5. Protocollo - Nella colonna viene visualizzato il protocollo di livello più elevato che Network Monitor possa riconoscere all’interno del frame;
  6. Descrizione - Nella colonna si trova un riepilogo del contenuto del frame. Le informazioni di riepilogo illustrano il primo e l’ultimo protocollo utilizzati in quel frame o una selezione automatica;
  7. Altri indirizzi origine - Nella colonna viene visualizzato un indirizzo di identificazione aggiuntivo per il creatore del frame, diverso dall’indirizzo MAC. Tale indirizzo potrebbe essere costituito da un indirizzo Internet Protocol (IP) o da un indirizzo Internetwork Packet Exchange (IPX);
  8. Altri indirizzi destinazione - La colonna è identica alla colonna Altri indirizzi origine ma fornisce la destinazione del frame invece dell’origine del frame;
  9. Tipo altri indirizzi - La colonna specifica quale tipo di indirizzi è visualizzato nelle due colonne precedenti (ad esempio, se i campi di Altri indirizzi origine e di Altri indirizzi destinazione visualizzano indirizzi IP o IPX).
Riquadro dei dettagli - Nel riquadro dei dettagli vengono visualizzate le informazioni sul protocollo relative al frame attualmente evidenziato nel riquadro Riepilogo. Quando un frame contiene diversi livelli di protocollo, il riquadro dei dettagli visualizza il primo di livello più esterno. Quando si seleziona un protocollo nel riquadro dei dettagli, le stringhe esadecimali associate sono evidenziate nel riquadro Esadecimale.
Riquadro Esadecimale - Il riquadro Esadecimale visualizza il contenuto del frame selezionato in formato esadecimale. Quando vengono selezionate le informazioni nel riquadro dei dettagli, i dati esadecimali corrispondenti vengono visualizzati evidenziati nel riquadro Esadecimale. Quest’area può essere utile, ad esempio, agli sviluppatori che hanno bisogno di determinare informazioni precise relative a un protocollo di applicazione di rete.
postato da: ICQ alle ore 09:15 | link | commenti
categorie: windows server 2003, frame, network monitor, traffico rete
martedì, maggio 26, 2009

Sicurezza in rete: rompere una chiave WEP

Il Wired Equivalent Privacy (WEP) è parte dello standard IEEE 802.11 (ratificato nel 1999) e in particolare è quella parte dello standard che specifica il protocollo utilizzato per rendere sicure le trasmissioni radio delle reti Wi-Fi. WEP è stato progettato per fornire una sicurezza comparabile a quelle delle normali LAN basate su cavo. Seri difetti sono stati scoperti nella particolare implementazione dell'algoritmo crittografico utilizzato per rendere sicure le comunicazioni. Questo ha reso necessario una revisione del WEP che adesso viene considerato un sottoinsieme del più sicuro standard Wi-Fi Protected Access (WPA) rilasciato nel 2003 e facente parte dell'IEEE 802.11i (conosciuto come WPA2) definito nel giugno del 2004. Il WEP viene ritenuto il minimo indispensabile per impedire a un utente casuale di accedere alla rete locale.

(Da Wikipedia)


Di cosa abbiamo bisogno per poter rompere una chiave WEP? Ci sarà sufficiente un equipaggiamento del genere:

Hardware:
Wireless Access Point: questo è l’obiettivo dell’attacco e può essere di qualunque marca e modello, basta che stia trasmettendo pacchetti cifrati con WEP a 40 o 104 bit. Nel nostro caso è stato usato un Netgear WGT624 v2;

Target Client : è il computer che sta dialogando con l’access point. Anche in questo caso non è importante la marca o il modello di scheda Wireless utilizzata, inoltre non è importante il sistema operativo utilizzato per effettuare la comunicazione. Nel nostro caso è stato usato un portatile Dell con wireless integrato;

Sniffing Client : è il computer che si occuperà di sniffare il traffico della rete. In questo caso il computer dovrà montare Linux (poiché i relativi software open source utilizzati sono nativi di Linux) e la scheda wireless utilizzata dovrà supportare la modalità Monitor, ovvero la modalità utilizzata per captare i pacchetti, nonché la capacità di fare packet injection. A questo scopo consiglio di usare schede wireless basate sul chipset PRISM 2 che è supportato da tutti i programmi usati;

Attacking Client: è il computer che si occuperà di “stimolare” la rete a produrre traffico utile per la decodifica della chiave. La stimolazione, come vedremo, verrà effettuata con attacchi di tipo Packet Injection, la scheda Wireless dovrà quindi supportare tale modalità o non potrà inviare pacchetti verso la rete quando si trova in Monitor Mode. In generale vanno bene tutte le schede che si basano sui Chipset PRISM 2, PrismGT (FullMAC), Atheros, RTL8180 e Ralink.

Software:
La procedura di WEP Cracking richiede diversi pacchetti software. Questi per fortuna sono tutti open source, funzionano sotto Linux e in alcuni casi esistono delle versioni per Windows. Per gli utenti Windows è possibile inoltre, in alcuni casi, utilizzare un emulatore di ambiente Linux chiamato Cygwin. Risulta molto interessante la soluzione proposta da Remote-exploit.org. In questo sito è possibile trovare una versione di Linux di tipo LIVE (ovvero che parte da cd senza installare nulla) chiamata un tempo Auditor Security Collection LIVE CD ed ora conosciuta come BackTrack che contiene tutti i programmi necessari già preinstallati (e molto altro). Durante il boot questa distribuzione di Linux è in grado di trovare e configurare molte schede Wireless. Una volta scaricata l’ultima versione si dovrà masterizzare l’immagine su CD, usando programmi come Nero o CDBurnerXP (free), e avviare la macchina usando il CD come disco di boot. Avremo bisogno di un CD per ogni computer. Il resto della guida procede dando per scontato
che si sta utilizzando tale distribuzione nelle proprie macchine. In ogni caso la lista dettagliata dei software necessari è la seguente:

1. Pacchetto “Aircrack” , comprende:
m Airdump – Uno sniffer
m Aireplay - Un software per il packet injection
m Aircrack – Cracker per chiavi statiche WEP e WPA-PSK
m Airdecap – Decifra file catturati

2. Pacchetto “Wireless Tool”. Questo è un pacchetto che contiene una serie di programmi di gestione delle reti wireless e normalmente è già presente in molte distribuzioni Linux. Comprende:
m iwconfig – Per manipolare i parametri wireless di base della propria scheda
m iwlist – Esegue uno scanning per determinare frequenze, bit-rate, chiavi, ecc
m iwspy – Per verificare la qualità del collegamento
m iwpriv – Permette di manipolare le Wireless Extension specifiche del driver
m ifrename - Permette di rinominare le interfacce

3. Kismet -  è un software in grado di funzionare come sniffer e Intrusion Detection System per reti Wireless. Kismet funziona con tutte le schede wireless che supportino la modalità raw monitoring (rfmon) ed è in grado di sniffare reti 802.11b\a\g.

PROCEDURA:
É importante preparare il proprio “laboratorio” per la pratica che andremo a eseguire, infatti bisogna prevenire possibili effetti collaterali che potrebbero danneggiare gli altri Access Point a noi vicini. Nella seconda parte ad esempio verrà descritto un modo per scollegare i client dal proprio Access Point e non vogliamo che ciò vada a danneggiare il lavoro di qualcuno. Se ci si trova in un complesso di uffici, un palazzo o altri posti con molte reti wireless sarebbe prudente aspettare la notte quando le reti sono poco usate.

Il primo passo è collegare e configurare la rete wireless che vogliamo violare. Se l’operazione di WEP Cracking è fatta a scopi didattici, ovvero è possibile accedere ad AP e TC bisogna verificare che:
  1. L’access point sia acceso e sia stata abilitata la codifica WEP con chiave a 64 bit. (Inizialmente è consigliabile utilizzare una chiave a 64 bit per poi passare ad una da 128 bit);
  2. Il TC sia acceso e connesso all’AP. In questo caso, se possibile, è consigliabile far comunicare il Target Client con l’Access Point sotto Windows XP poiché tutte le procedure di configurazione sono molto semplificate rispetto a Linux. Verificare quindi, cliccando 2 volte sull’icona di stato in basso a destra che il PC sia connesso;
  3. Avviare entrambi i computer SC e AC utilizzando la distribuzione Auditor Linux come disco di boot. (Per il boot da cd bisogna accedere al bios ed indicare il lettore CD\DVD come prima unità di avvio). Naturalmente al momento dell’accensione le schede wireless devono essere preventivamente inserite ed accese;
  4. Una volta avviato il sistema operativo per verificare che le schede di rete siano state riconosciute e configurate è possibile usare il comando iwconfig, un programma che fa parte del dei “wireless tools”. Inserendo il comando, se tutto va bene verrà rilevata la scheda wireless, altrimenti dovremo andare a scaricare i driver opportuni.
Attacco "Zero Knwoledge"
Finora abbiamo descritto i passaggi tenendo conto che l’attacco che vogliamo eseguire sia a scopi didattici, è quindi sia possibile accedere alle macchine da attaccare. Nella realtà se si vuole penetrare in una rete Wireless non è possibile accedere all’hardware, quindi alcune delle informazioni necessarie su questi vanno ricercate con metodi alternativi. Quando si vuole effettuare una attacco di questo tipo, senza conoscere niente a priori della rete, si parla di attacco “Zero Knowledge”, mentre se l’attaccante già conosce le informazioni necessariesi parla di attacco “Full Knowledge”. Assumendo di voler procedere ad un attacco del primo tipo vediamo di cosa abbiamo bisogno e quindi come ottenerlo. Sono necessari:

  1. MAC Address dell’Access Point
  2. MAC Address del Target Client
  3. Channel - Canale di comunicazione dell’AP
Per reperire queste informazioni è sufficiente utilizzare Kismet, uno scanner di reti wireless che permette di trovare le reti presenti nel punto dove ci troviamo. Kismet è anche uno sniffer in grado di catturate traffico ma ci sono tool come airodump (una parte di Aircrack) che lavorano meglio dal punto di vista del WEP Cracking.
Kismet ci sarà utile per verificare che le schede di rete stiano lavorando bene e per ricavare alcune informazioni interessanti sulla rete wireless.

Nella prima schermata vengono visualizzate tutte le reti Wireless trovate, il canale di comunicazione, il numero di pacchetti, i canali analizzati, etc. Premere "c" per ordinarle per canale. Ora è possibile scorrere le reti con le frecce direzionali, quindi posizionarsi sulla rete che si vuole crackare e premere Invio. Si aprirà una schermata dove è possibile trovare delle informazioni interessanti come BSSID\MAC (il MAC dell’AP) e Channel, che corrispondono a una buona parte delle informazioni che erano necessarie.
Come ultima informazione abbiamo ancora bisogno dell’indirizzo MAC del Target Client. Questo si ricava facilmente sempre con Kismet, infatti dal menù principale basta posizionarsi sulla rete che ci interessa e premere Shift-C. In questa nuova schermata viene visualizzata la lista degli indirizzi MAC dei client associati alla rete, ovvero quello del TC.

Attacco alla rete
Arrivati a questo punto ci troviamo nella seguente situazione:
  1. Le schede Wireless di TC, SC, AC sono accese e funzionati
  2. L’AP sta comunicando con il suo client
  3. software “aircrack” e “wireless tool” sono installati
  4. Le informazioni necessarie sono state appuntate
Possiamo iniziare l’attacco.
L'idea base è catturare quanto più traffico cifrato possibile attraverso lo sniffer airodump. Ogni pacchetto dati WEP ha associato il suo Vettore di Inizializzazione (IV): quando sono stati catturati abbastanza pacchetti, eseguiremo aircrack sul file di cattura che procederà ad una serie di attacchi statistici con lo scopo di recuperare la chiave WEP. Il numero di IV richiesti dipende dalla lunghezza della chiave WEP e dalla fortuna. Di solito, una chiave WEP da 40 bit si può crackare con 200.000 IV, e una chiave WEP da 104 bit con 500.000 IV ma esistono casi in cui possono essere necessari anche 2 milioni di IV. In generale non c'è modo di sapere quanto è lunga una chiave WEP: questa informazione è segreta e non viene diffusa, nè nelle frame di gestione nè in quelle dati; quindi, airodump non può indicare la lunghezza della chiave. Per risolvere il problema l’unica cosa da fare è eseguire aircrack due volte: quando si hanno 200.000 IV, lanciamo aircrack con l'opzione "-n 64" (la sintassi verrà introdotta in seguito) per crackare la chiave a 40 bit. Quindi se non si trova la chiave, rilanciare aircrack (senza l'opzione -n) per crackare la chiave a 104 bit.

Come procederemo?
  • Avvieremo lo sniffer airodump sul SC.
  • Avvieremo aireplay sull’AC per stimolare la rete a produrre velocemente IV.
  • Quando avremo un numero sufficiente di pacchetti catturati avviamo aircrack che, lavorando sui file di cattura generati da airodump, tenta di recuperare la chiave WEP.
Nello Sniffing Client apriamo una shell e digitiamo i seguenti comandi:

N COMANDO
1 iwconfig wlan0 mode monitor
2 iwconfig wlan0 channel 11
3 mkdir cap
4 cd cap
5 airodump wlan0 cap 11

Con il commando 1 stiamo abilitando la modalità monitor della scheda wireless. Sostituire “wlan0” con il nome della propria interfaccia se necessario (Il nome dell’interfaccia è visualizzato con il comando iwconfig senza parametri). Il comando 2 serve a posizionare la scheda sul canale di trasmissione dell’AP. Sostituire 11 con il canale ricavato nelle precedenti attività preliminari. Con il comando 5 si avvia lo sniffer utilizzando l’interfaccia wlan0 ascoltando il canale 11 e il file di cattura avrà il prefisso “cap”.
Durante lo sniffing della rete il nostro obiettivo è catturare quanti più IVs possibile. La velocità con cui vengono letti i IVs cambia a seconda dell’uso che si sta facendo della rete. I pacchetti “beacons” invece non sono utili per crackare WEP in quanto non sono cifrati. Indicativamente, come già accennato, avremo bisogno da 50.000 a 200.000 IVs per decifrare una chiave da 64 bit (40 + 24 dell’IV) e da 200.000 a 700.000 per decifrare una chiave da 128 bit (104 + 24 dell’IV). Arrivati a questo punto ci saremo resi conto che non è affatto facile accumulare IVs con un utilizzo normale della rete, anche se i client della rete stanno eseguendo dei download molto lunghi. Senza ulteriori accorgimenti sono necessarie molte ore se non giorni per accumulare un numero sufficiente di IVs per eseguire aircrack con successo. Fortunatamente esistono molti tool progettati appositamente per velocizzare la ricezione di IVs. Vediamo quali sono.

É giunto il momento di utilizzare l’Attacking Client. Con questo PC in pratica andremo a “stimolare” la rete a produrre più velocemente i IVs. La tecnica utilizzata è quella di forzare la de-autenticazione del Target Client nella rete. Infatti, appena questo se ne accorgerà non farà altro che provare a ri-autenticarsi e durante la ri-autenticazione verranno generati molti IVs. Questo processo viene comunemente chiamato
deauth-attack e viene implementato da aireplay. Vediamo quali sono gli attacchi che aireplay è in grado di eseguire.

aireplay
Se il driver della scheda Wireless ha la patch corretta, aireplay può iniettare pacchetti raw 802.11 in Monitor mode ed effettuare quindi 5 attacchi diversi di tipo Packet Injection. Di questi 5 noi utilizzeremo il numero 0 e 2.

Attacco 0 – Deautentication
Questo attacco è utile soprattutto per recuperare un ESSID nascosto (non annunciato) e per catturare gli handshakes WPA forzando i client a ri-autenticarsi. Può anche essere usato, come faremo, per generare richieste ARP come fanno i client Windows a volte quando vuotano la ARP cache in fase di disconnessione. Ovviamente, questo attacco è inutile se non ci sono client associati.

Attacco 1 – Autenticazione falsa
Questo attacco serve solo quando abbiamo bisogno di un MAC address associato per gli attacchi 2, 3, 4
(ovvero opzione -h) e in questo momento non ci sono altri client associati. In genere è meglio usare il MAC address di un client vero negli attacchi 2, 3 e 4. L'attacco con falsa autenticazione NON genera
ARP requests. Ricordo inoltre, che gli attacchi successivi funzioneranno meglio se si modifica il MAC address della scheda, cosi che spedisca ACKs correttamente.

Attacco 2 – Replay interattivo di pacchetti
Questo attacco permette di scegliere un pacchetto specifico per il replay; a volte dà risultati migliori dell'attacco 3 (ARP reinjection automatica).

Attacco 3 – ARP-request reinjection
Serve per eseguire l’attacco ARP-request replay ed è il più efficace nel generare nuovi IVs. Abbiamo solo bisogno del MAC address di un client associato, o di un MAC falso dall'attacco "attacco 1". Può darsi che sia necessario aspettare un paio di minuti, o anche di più, fino a vedere una ARP request; questo attacco non funziona se non c'è traffico. Ricordiamo che il protocollo ARP (Address Resolution Protocol) fornisce la "mappatura" tra l'indirizzo IP a 32bit (4byte) di un calcolatore e il suo MAC address, l'indirizzo fisico a 48bit (6 byte). ARP è un protocollo di servizio, utilizzato in una rete di calcolatori che usa il protocollo di rete IP sopra una rete di livello datalink che supporta il servizio di broadcast. Per inviare un pacchetto IP a un calcolatore della stessa sottorete necessario incapsularlo in un pacchetto di livello datalink, che dovrà avere come indirizzo destinazione il mac address del calcolatore a cui lo si vuole inviare. ARP viene utilizzato per ottenere questo indirizzo. Se il pacchetto deve essere inviato a un calcolatore di un'altra sottorete, ARP viene utilizzato per scoprire il mac address del gateway. In ogni calcolatore, il protocollo ARP tiene traccia delle risposte ottenute in una apposita cache, per evitare di utilizzare ARP prima di inviare ciascun pacchetto. Le voci della cache ARP vengono cancellate dopo un certo tempo di inutilizzo.

Attacco 4 - KoreK's "chopchop" (CRC prediction)
Questo attacco, quando funziona, può decifrare un pacchetto dati WEP senza conoscere la chiave. Può
anche funzionare con uno WEP dinamico. Questo attacco non recupera la chiave WEP, ma
semplicemente recupera il plaintext. Tuttavia, la maggior parte degli access point non è vulnerabile.
Questo attacco richiede almeno un pacchetto dati WEP.

Deauth-Attack
Per procedere con la forzatura della de-autenticazione del TC digitare i seguenti comandi:
iwconfig wlan0 mode monitor
aireplay -0 5 –a <MAC del AP> -c <MAC del TC> wlan0

Il primo comando serve per far passare la scheda in monitor mode.

Il secondo comando invia 5 segnali di de-autenticazione.

Dopo aver ricevuto questo segnale il Target Client tenta di ri-associarsi all’AP inviando una gran quantità di dati. In pochi secondi sarà possibile vedere con airodump, che è ancora in esecuzione, un incremento di 100-200 IVs. Questo incremento, pur essendo interessante, non permette un avanzamento apprezzabile della quantità di IVs richiesta. Ma si può fare di più?

Esistono ulteriori strumenti che interferiscono più seriamente con il normale funzionamento della rete wireless e permettono di collezionare tutti gli IVs che occorrono in pochissimo tempo. Questo tipo di attacco è chiamato replay attack. In questo attacco viene catturato un pacchetto generato dal Target Client e viene replicato più e più volte. Inoltre, utilizzando la tecnica dello spoofing, (l’invio di pacchetti facendo credere all'host di destinazione che il pacchetto provenga da un'altra sorgente) la rete crederà che il pacchetto provenga da un client valido. Quello di cui abbiamo bisogno è catturare un pacchetto che sia stato generato dal deauth attack e avviare il replay attack usando proprio quel pacchetto. Un perfetto candidato per la cattura sono gli Address Resolution Protocol (ARP), i pacchetti che sono inviati durante la fase di riautenticazione, poiché sono molto piccoli (68 Byte) e hanno un formato semplice. Passiamo a vedere la procedura da eseguire.

Per prima cosa riavviamo le AC e SC in modo da avere le macchine pulite. Ora nella AC dobbiamo avviare aireplay nella modalità 2 ovvero “Replay interattivo di pacchetti” in modo che appena abbia sniffato un pacchetto ARP inizi a replicarlo. Per eseguire questa operazione dobbiamo digitare:

aireplay -2 -b <MAC dell’AP> -d <MAC di destinazione dei pacchetti> -m 68 -n 68 -p
0841 -h <MAC dell’TC> wlan0


A questo punto avviamo aireplay nel SC in modo che venga forzata la de-autenticazione dei client (aireplay in modalità 0) così da generare pacchetti ARP necessari all’ AC. Per fare ciò dobbiamo digitare i seguenti comandi

iwconfig wlan0 mode monitor
aireplay -0 5 –a <MAC del AP> -c <MAC del TC> wlan0


Ora dovremo ricorrere a tutta la nostra abilità manuale e coordinatoria perché non appena il AC avrà captato un pacchetto ARP dobbiamo velocemente nell’ordine:

In AC -> Indicare ad aireplay di iniziare la replicazione (ovvero premere ‘y’) come è possibile
vedere nella figura precedente.
In SC -> Chiudere aireplay per terminare il deauth-attack (ctrl-c)
In SC -> Avviare airodump per iniziare lo sniffing dei pacchetti

Dopo che abbiamo avviato airodump potremo vedere che il contatore di IVs aumenta alla velocità di circa 200 IV\sec

Dopo che avremo catturato un numero sufficiente di IVs, mentre airodump continua a sniffare, avviamo aircrack che procederà alla decodifica della chiave. Il comando che dobbiamo digitare è:

aircrack –f 2 –m <MAC dell’AP> -n <dim della chiave> cap*.cap

Se durante l’esecuzione di aircrack terminiamo il programma con ctrl-c oppure il programma termina senza successo, quando verrà riavviato procederà alla decodifica del file utilizzando solo le informazioni che airodump ha aggiunto nel frattempo.

PRESTAZIONI
Aircrack come avremo notato non ha bisogno di accedere alla rete wireless. Questo software lavora sul file di cattura *.cap quindi in teoria può essere eseguito su un server collegato in rete e che, presumibilmente, dispone di un processore molto più veloce del portatile utilizzato per lo sniffing. Ad esempio è possibile sfruttare i nuovi processori multi core aggiungendo ad aircrack l’opzione –p e sfruttando così la potenza dei core paralleli. Potrebbe essere utile quindi copiare i file *.cap su una penna USB per essere trasportati sul server.
Per fare questo basta digitare i seguenti comandi:

mkdir /mnt/usb
mount –t vfat /dev/uba1 /mnt/usb
cp cap/cap*.cap /mnt/usb
umount /mnt/usb

Se tutto va bene il tempo necessario a rompere una chiave da 64 bit è circa 5 minuti nei casi più fortunati. Alcune volte sono sufficienti 25.000 IVs altre volte ne servono 200.000. Stesso discorso vale per le chiavi a 128 bit, il numero di IVs necessari va da 200.000 a 700.000 Da notare infine che l’uso di un attacco attivo con Packet Injection per aumentare la velocità di accumulo del IVs incrementa di molto le probabilità di essere rilevati.
martedì, aprile 28, 2009

Difesa da Adware e Spyware

La privacy in Rete è sempre stato un concetto assai… relativo, vista la struttura stessa di Internet, che rende le nostre macchine assai vulnerabili alle tante minacce che vi imperversano.
Una di queste minacce – seppur non si tratti di un fenomeno estremamente dannoso – consiste nei programmi detti “Spyware”, utilizzati da webmaster (non da me, sia chiaro) più o meno impiccioni che cercano di carpire più informazioni possibili riguardo le nostre navigazioni e i nostri interessi.
Il software si installa generalmente senza preavviso, attraverso programmi scaricati dalla Rete che lo contengono. Durante la navigazione lo spyware trasmette ad alcuni siti, l’elenco delle pagine Web visitate, tracciando così un profilo delle nostre abitudini. Gli effetti, oltre all’evidente violazione della privacy, possono essere ben più deleteri: si tratta pur sempre di una falla nel nostro sistema di sicurezza!.Possiamo correre ai ripari utilizzando il noto Ad-Aware di Lavasoft che compie una dettagliata analisi sul sistema individuando e depennando gli intrusi e Spybot - Search and Destroy.

ANALISI DI AD-AWARE SE PERSONAL
Se ci rechiamo in QUESTA PAGINA possiamo avviare il download del programma in questione. Avviata l'installazione, effettuiamo prima di tutto un aggiornamento delle definizioni, attraverso il programma Update nella home, successivamente, sempre dalla home, clicchiamo su Scan Now: adesso potremo scegliere di effettuare differenti tipi di scansione; si va da quella più rapida, a quella completa e a quella personalizzata (in quest'ultima, saremo noi a scegliere quali zone del nostro sistema analizzare). Per sicurezza, avviamo una scansione completa del sistema.

Non appena il programma avrà terminato la scansione, il quadro risultante potrà essere piuttosto variegato: il programma, infatti, non solo rileva le eventuali minacce vere e proprie, ma anche tutti quei file che possono essere eliminati dal sistema in quanto superflui (tra questi, rientrano i cookie, che consiglio di eliminare definitivamente per questioni di sicurezza. Attraverso questi, infatti, vengono memorizzate tutte le password digitate, e ciò li rende dei file molto delicati). Tuttavia, non dobbiamo aver timore di nulla: Ad-Aware crea sempre dei backup in modo da ripristinare lo status precedente alla scansione.

ANALISI DI SPYBOT - SEARCH AND DESTROY
Spybot - Search and Destroy si specializza principalmente nel rilevamento e conseguente rimozione degli spyware (programmi "spia" capaci di carpire informazioni sensibili). Lo si può scaricare direttamente da QUI.

Avviandone l'installazione, lo stesso programma ci guiderà in quelle che sono le operazioni principali da effettuare:
  1. copia di backup;
  2. aggiornamenti delle definizioni
  3. immunizzazione
Quest'ultima fase si rileva molto utile, in quanto consente di rendere maggiormente protetti tutti i file che, appunto, richiedono un grado di difesa maggiore rispetto ad altri (e qui rientrano, dunque, file di sistema, di configurazione e così via discorrendo). Consiglio di effettuare un'immunizzazione ogniqualvolta di effettua un aggiornamento e subito dopo aver effettuato una scansione completa del sistema.
postato da: ICQ alle ore 18:24 | link | commenti
categorie: spyware, spybot, ad-aware, spybot - s&d
martedì, aprile 07, 2009

Masterizzare DVD senza PC

La realizzazione di un DVD video è un’operazione molto complessa, che richiede alcune conoscenze informatiche. Una prima possibilità per creare un DVD è quella di acquisire su PC il nostro filmato impiegando una scheda di acquisizione e, dopo aver fatto le modifiche opportune (taglio di scene, inserimento di titoli e musica), procedere con la conversione del filmato in MPG2, formato standard supportato dai DVD. Infine, abbiamo bisogno di un di un software di authoring e di un masterizzatore interno per creare la struttura del DVD e per masterizzare il supporto. La tecnica appena vista risulta essere completa ma elaborata. Se non vogliamo eseguire operazioni di editing sulle immagini registrate, ma non per questo rinunciare ai vantaggi offerti dal DVD, allora possiamo pensare di acquistare un videoregistratore DVD. Quello che verrà presentato in questa guida è il DVD videorecorder presentato da Samsung.

Il grosso vantaggio offerto da questo dispositivo è quello che può fare a meno del PC per creare un DVD video. Se siamo in possesso di una videocamera, digitale o analogica, possiamo collegarla direttamente al DVD Recorder per avviare la registrazione dei filmati su DVD-RAM o DVD-R. Il supporto ottenuto può essere tranquillamente riprodotto su computer (dotato di lettore DVD) o su qualsiasi player DVD da tavolo, compatibile con gli standard DVD-R e DVD-RAM. L’unità è dotata di ingressi digitali e analogici per consentire il collegamento di dispositivi muniti di uscite FireWire, S-VHS e Composito. Gli amanti della televisione digitale possono utilizzare questo dispositivo per archiviare i programmi preferiti direttamente su supporto digitale.



PROCEDURA DI INSTALLAZIONE



  1. Se siamo degli appassionati di videoediting e disponiamo di una scheda dedicata all’acquisizione video (dotata di ingessi e uscite digitali e analogiche) possiamo riversare i nostri progetti direttamente su DVD. Le uniche operazioni da compiere riguardano i collegamenti scheda acquisizione-DVD recorder ed alcuni settaggi da operare su quest’ultimo. Innanzitutto, se vogliamo effettuare un collegamento in digitale, dobbiamo munirci di un cavo FireWire a 4 poli;
  2. per selezionare ed attivare una particolare voce del menu occorre collegare un televisore al DVD-R3000. Per il collegamento possiamo utilizzare la presa scart AV1(TV) o le uscite S-Video e Composito presenti sul retro del dispositivo. Al masterizzatore possiamo collegare un ricevitore satellitare o ricevitore digitale mediante la presa scart a 21 poli AV2(Decoder);
  3. il DVD-R3000 è dotato di un ingresso digitale FireWire presente sul pannello frontale del dispositivo. Dopo aver collegato il cavetto FireWire inseriamo il disco (DVD-RAM o DVD-R) e selezioniamo la modalità di registrazione utilizzando il pulsante REC Mode presente sul pannello frontale. Usiamo i pulsanti Channel per selezionare la sorgente DV in ingresso (controllare che sul di display venga mostrata la scritta DV). Siamo pronti per premere il tasto Rec per avviare la registrazione, non prima di aver messo in play il filmato da riversare. Premere Stop (sul pannello o da telecomando) per bloccare la masterizzazione;
  4. disponendo di una videocamera digitale possiamo collegarla direttamente al DVD Recorder (tramite cavo IEEE 1394 a 4 pin) per riversare il contenuto della videocassetta miniDV direttamente su DVD. Per avviare la registrazione in automatico dobbiamo premere il tasto Top Window e utilizzare i tasti freccia per selezionare la voce DV Auto Rec; al termine premiamo Enter. La fase di masterizzazione viene avviata: per arrestarla manualmente premere il tasto Stop. Quando la registrazione si arresta appare una schermata dalla quale occorre premere il tasto Enter per terminare la registrazione automatica e per aggiungere il filmato ad una play list.
MODALITA' D IREGISTRAZIONE
Il dispositivo permette di impostare ben quatto modalità di registrazione:
XP: permette di registrare fino ad un’ora di video con qualità elevata;
SP: tale modalità permette di registrare fino a due ore di filmati;
LP: le ore di registrazione sono ben quattro, chiaramente diminuisce la qualità;
EP: possibilità di archiviare fino a sei ore di video non tenendo conto della qualità delle immagini.
I tempi sopra riportati si riferiscono all’impiego di supporti DVD-RAM e DVD-R da 4,7 GB.

postato da: ICQ alle ore 14:26 | link | commenti
categorie: masterizzazione, samsung dvd-r3000, masterizzare dvd senza pc
domenica, marzo 08, 2009

Targus Defcon Authenticator

Sin dagli inizi dei tempi, l'uomo ha sempre avuto la necessità di preservare la sicurezza dei propri dati sensibili. Basti pensare alle informazioni circa il proprio conto corrente, che in mano sbagliate, possono causare tanti problemi.

Telematicamente parlando intervengono le password che, in maniera più o meno intensa, ci difendono da attacchi informatici quali il phishing (il carpire i dati sensibili al fine di utilizzarli per atti illegali). La sicurezza dei dati in funzione della password, in un certo senso, è direttamente proporzionale alla complessità della password: più è complicata la password, e più si è certi di essere più immuni da attacchi informatici (ovviamente questa non è l'unica precauzione da attuare).

Oggi esistono dei dispositivi elettronici, di cui molti notebook sono dotati, ossia i sensori biometrici; tra questi c'è un modello, in particolare, che merita particolare attenzione: il Targus Defcon Authenticator. Questi dispositivi ovviano ad un fastidioso problema: password complicata e sicura = password criptica e difficile da ricordare. Molto spesso, infatti, capita di dimenticare una password (per la posta elettronica, per un servizio Web...) e spesso ci si ritrova a doverne chiedere un'altra attraverso sistemi appositi. Con il Targus Defcon Authenticator potremo memorizzare tutte le nostre password e, al posto di inserirle via tastiera, potremo utilizzare questo efficace dispositivo.

PROCEDURA DI INSTALLAZIONE
  1. Prima di passare al collegamento del Defcon Authenticator, si deve installare il software OmniPass presente sul CD-Rom allegato. Per farlo basta eseguire il file Setup.exe presente nella directory principale e seguire le istruzioni passo passo che compaiono sullo schermo;
  2. dopo aver installato il software OmniPass, riavviamo il computer e colleghiamo il rilevatore di impronte digitali ad una porta USB libera. Il sistema rileverà la nuova periferica e avvierà la procedura per il riconoscimento automatico del Defcon Authenticator;
  3. una volta installato, il software OmniPass creerà un’icona a forma di chiave nella barra in basso a destra di Windows: clicchiamoci due volte col tasto sinistro del mouse per avviare il software e selezioniamo Add New User per far aprire la schermata relativa alla creazione di un nuovo utente;
  4. adesso avete due possibilità di scelta: la prima (…an existing Windows Logon Account) permette di usare la stessa username e password con la quale si accede a Windows, mentre la seconda (Create a New User Name e Password...) la userete negli altri casi e vi consente di creare un nuovo utente che esisterà solo in Omnipass e non ha nulla a che fare con gli utenti di Windows;
  5. dopo aver scelto una username e una password clicchiamo sul pulsante Avanti per accedere alla schermata News User Wizard, relativa all’impostazione dell’impronta digitale. Quest’ultima sostituirà la classica password per l’accesso al sistema col software OmniPass e fornirà un sistema di sicurezza migliore e più pratico. Non ci resta che scegliere il dito della mano da utilizzare per il riconoscimento;
  6. la prima cosa da fare è scegliere quale dito preferiamo usare per l’impronta digitale. Selezioniamo quindi, Enroll Selected Finger e poggiamo il dito sul Defcon Authenticator: affinché l'impronta sia memorizzata correttamente, è necessario ripetere l’operazione tre o quattro volte;
  7. il sensore posto sul Defcon non è di tipo ottico e sfrutta la tecnologia messa a punto da AuthenTec chiamata Truprint: questo lo rende molto sensibile, e il riconoscimento dell’impronta avviene in modo perfetto anche in condizioni estreme come dita sporche o umide;
  8. dalla schermata principale di OmniPass andiamo in Settings per configurare il tipo di accesso a Windows che desideriamo impostare. Selezionando la terza opzione, ogni volta che si avvia il computer, verrà chiesta l’autenticazione attraverso l’impronta o la password che si è precedentemente impostata;
  9. quando avvieremo la prossima volta il computer, al caricamento del sistema operativo apparirà una schermata che ci consentirà di effettuare il riconoscimento: potremo entrare immettendo la password o l’impronta del nostro dito. Una schermata apparirà anche quando desideriamo modificare le Preferenze in OmniPass;
  10. ogni volta che accederemo ad un servizio che richiede una password di riconoscimento (come i servizi su Internet), potremo aggiungerla al database di OmniPass in modo che la prossima volta non dovremo ricordarla e basterà usare l’impronta del dito. Per farlo basta cliccare col tasto destro del mouse sull’icona a chiave e scegliere Remember Password;
  11. OmniPass permette anche di proteggere i dati criptandoli. Per farlo basta esplorare le Risorse del computer e trovare la cartella o i file che desideriamo rendere inaccessibili, cliccarci sopra col tasto destro del mouse e scegliere OmniPass Encrypt File(s): i dati protetti saranno identificati da un’icona a forma di lucchetto;
  12. una volta criptati i file, sarà possibile visualizzarli, solo se in possesso della password o dell’impronta digitale giusta. Per renderli di nuovo accessibili, basta cliccarci sopra due volte per aprire la schermata del riconoscimento dell’utente, posizionare il dito sul Defcon ed il gioco è fatto.